Pensione anticipata: ecco tutti i cambiamenti

Ci sarà una svolta per quanto riguarda il sistema delle pensioni?
Tutti i lavoratori sperano nell’attuazione del piano che prevede la pensione anticipata di precoci e donne.
Il tutto dovrebbe delinearsi in maniera chiara e definitiva nei primi giorni di settembre, quando ci sarà l’incontro tra i Ministeri di Economia e Lavoro, INPS e Ragioneria dello Stato, per decidere in merito al regime previsto per le donne (forse prorogato) e la c.d “settima salvaguardia” (disegno di legge che prevede il mantenimento, in presenza di determinati requisiti, delle vecchie regole di pensionamento per circa 26000 lavoratori).
Si cercherà di definire i tempi e sopratutto quelli che saranno i soggetti direttamente interessati dal provvedimento.

Il Governo è alla ricerca dei fondi per attuare il regime di Pensione Anticipata.
Da quanto si apprende da fonti autorevoli (“Repubblica”) il ministro dell’economia Piercarlo Padoan si sta muovendo alla ricerca di fondi utili da sbloccare proprio per riuscire ad avviare la manovra del Governo che prevede la pensione anticipata.
Un primo passo è stato mosso dal Governo stesso, allentando la presa dei vincoli imposti dalla precedente riforma Fornero per l’uscita dal mondo del lavoro.
In secondo luogo, si cercherà di ottenere un ampliamento della morsa prevista dalla Comunità Europea relativa al bilancio.

La posizione dell’INPS
L’INPS si è espresso chiaramente affermando che chi decide di uscire dal mondo del lavoro richiedendo una pensione anticipata dovrà percepire di meno.
È una linea che potrebbe favorire due versanti: da un lato i vecchi lavoratori e dall’altro i nuovi potenziali lavoratori che si vedrebbero sbloccate le vie di ingresso per il mondo del lavoro. Il tutto è possibile riassumerlo con l’espressione “ricambio generazionale”.

La posizione delle donne lavoratrici.
Sembra essere chiara e certa la proroga in merito alla cosiddetta “opzione donna”(pensione anticipata e calcolata con sistema contributivo).
Invece, per quanto riguarda i lavoratori precoci (coloro che hanno cominciato a lavorare prima dei venti anni raggiungendo i 42 anni di contributi, ma non i 62 anni di età) la questione è ancora da sciogliere: si cercano i fondi per riuscire a dare un pieno avvio alla normativa.
Per ora tali soggetti potranno andare in pensione senza penalizzazione alcuna fino al 31 dicembre 2017.

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