Pensini: i pensionati precoci si rivolgono a Renzi

Continua il lungo lavoro sulla riforma delle pensioni precoci, ma i lavoratori decidono di fare pressione sui politici coinvolti nella riforma, chiedendo informazioni rassicuranti a diretti interessati.

La paura continua a prendere piede nella mente dei lavoratori precoci: il dubbio principale consiste nello scoprire quali saranno le modifiche che potrebbero essere apportate alla tanto odiata riforma Fornero.

I lavoratori, non ottenendo le informazioni utili per stare tranquilli, hanno deciso di far sentire la loro voce in maniera civile e pacifica, interrogando i diretti interessati, in maniera tale che tutti i loro dubbi possano essere eliminati.

Sono ben due le mail inviate da altrettante persone, destinate a due figure completamente differenti: la prima di queste è stata recapitata all’onorevole Gnecchi, diretta interessata nella lavorazione della riforma.

La mail era molto semplice: in essa vi erano tutti i timori del lavoratore, il quale ha espresso i suoi dubbi in merito alla prossima riforma, sostenendo di temere che questa possa essere peggiorata.

La risposta dell’onorevole però è stata rassicurante: l’onorevole ha sostenuto che il loro scopo non è quello di peggiorare la riforma, ma di modificarla in maniera tale da accontentare le richieste di tutti i lavoratori prossimi alla pensione.

Questa però non è stata l’unica richiesta e domanda effettuata ad un parlamentare, visto che una componente del gruppo dei lavoratori precoci, con oltre quarantuno anni di contributi versati, si è rivolta direttamente al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

La donna ha raccontato la sua situazione, sottolineando che quarantuno anni di lavoro sono abbastanza, e che questi dovrebbero essere sufficienti per poter andare in pensione senza subire detrazioni inutili.

La donna, che ha condiviso la lettera sul gruppo e sul web, ha anche spiegato che lei, così come tutti gli altri componenti del gruppo, confidano nel buon lavoro che Renzi svolgerà in merito ai lavori sulla riforma del pensionamento.

Bisognerà attendere prima che si possa capire se Renzi riuscirà a soddisfare le richieste di queste persone, oppure se ancora una volta, esse dovranno ingoiare il rospo amaro dell’indifferenza da parte dei politici.

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