Gnecchi: nessuna riforma peggiorativa per i lavoratori precoci

I lavoratori precoci ormai prossimi alla pensione, da mesi fanno pressione sui vari membri del governo per essere rassicurati su quali saranno gli interventi, e se peggiorativi, che li riguarderanno all’interno della prossima Legge di Stabilità. Adesso cominciano ad arrivare le prime risposte rassicuranti da parte del governo: l’onorevole Gnecchi ad esempio risponde per e-mail sottolineando che non è prevista alcuna riforma peggiorativa in tal senso. Inoltre, chiede ai precoci di attendere che inizino i lavori in Commissione senza creare inutili allarmismi prima del tempo.

I lavoratori precoci che andranno presto in pensione ed iscritti a Lavoratori Precoci Uniti a Tutela dei Propri Diritti da mesi stanno facendo pressione sul Governo Renzi in attesa che venga emanata la futura Legge di Stabilità. Ogni giorno, infatti, i lavoratori precoci inviano e-mail a membri del governo e ad esponenti politici per conoscere quali sono le intenzioni dell’amministrazione Renzi e per far sentire le proprie richieste.

 

I lavoratori precoci stanno lottando perché venga approvato il Ddl 857 di Damiano (e di conseguenza la Quota 41), in modo da poter andare in pensione senza limiti d’età e senza penalizzazione. Le numerose domande in tal senso hanno portato alle prime risposte positive da parte di alcuni politici, tra cui lo stesso premier Renzi, l’ex Ministro del Lavoro Elsa Fornero e l’onorevole Maria Luisa Gnecchi.

È stata lei, esponente della linea Dem, a rassicurare i pensionandi, affermando che non vi sarà alcun intervento peggiorativo rispetto alle regole introdotte con la Legge Fornero. Inoltre, considerando le voci che da tempo si rincorrono sui social (e che l’onorevole Gnecchi definisce “idiozie”), si consiglia ai lavoratori precoci di attendere quando riprenderanno i lavori per la Legge di stabilità in Commissione.

In pratica, l’onorevole Maria Luisa Gnecchi assicura che stanno facendo il possibile per migliorare le condizioni pensionistiche in vigore (definite “orribili”), ma intanto i lavoratori devono pazientare e non seguire o creare inutili allarmismi.