Mutuo prima casa: come orientarsi nella scelta più conveniente

Per stipulare un mutuo che risulti conveniente non solo nell’immediato, ma anche e soprattutto nel lungo periodo è necessario che il contraente del finanziamento intraprenda una scelta ben ponderata che preveda un preliminare confronto delle molteplici tipologie di finanziamento che oggigiorno gli istituti bancari offrono a chi è in procinto di acquistare la prima casa. Ecco gli aspetti principali da tener conto per orientarsi nella scelta più conveniente.

Il primo aspetto da considerare è se si desidera ricorrere alla figura del mediatore, un professionista che, pur implicando delle spese aggiuntive, può rivelarsi utile nella procedura del finanziamento.

Il mediatore risulta fondamentale nel caso in cui la banca non voglia concedere l’accensione del mutuo o ponga delle condizioni svantaggiose. Grazie al suo intervento, si potrebbero ottenere delle convenzioni che riducono i tassi d’interesse.

Il secondo punto su cui soffermarsi riguarda la scelta del tasso d’interesse, ovvero se si desidera accendere un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile. Nel primo caso il tasso non muta nel corso del tempo, nel secondo invece potrebbe appunto variare.

In genere un muto a tasso fisso implica una rata maggiore, offrendo nel contempo una stabilità futura che quello a tasso variabile non può offrire pur costando di meno.

L’ideale sarebbe quindi optare per il finanziamento a tasso fisso con un valore assoluto, tuttavia se questo supera una percentuale del 4% sarebbe più conveniente ricorrere al mutuo a tasso variabile.

Per poter valutare l’entità del futuro aumento del mutuo a tasso variabile si potrebbe richiedere alla banca di effettuare una stima di quanto potrebbe incrementare ad una percentuale del 3% nel corso di 8 anni.

Per quel che concerne l’importo dovuto all’istituto bancario e la durata del mutuo la scelta è chiaramente vincolata alle proprie capacità finanziarie. Un mutuo da erogare in tempi più brevi richiederà infatti un importo mensile maggiore.

In linea di massima, un mutuo equilibrato alle proprie disponibilità economiche non dovrà superare una percentuale del 35% rispetto al proprio reddito mensile.

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