Mercato immobiliare: aumento consistente nell'erogazione dei mutui

Le ultime news sul mercato immobiliare svelano che l’Ufficio Studi del gruppo Tecnocasa ha rilevato un aumento nell’erogazione dei mutui nel secondo trimestre del 2016, a partire dai dati del Bollettino Statistico III 2016 pubblicato da Banca Italia ad ottobre 2016 e sulla pase di dati interni. Nel secondo trimestre del 2016 i finanziamenti per gli acquisti di immobili risultano in crescita del 28.5%, per un totale di 13.223 mln di euro erogati, i dettagli.

Mercato immobiliare, mutui: trend in crescita in tutto il Paese

L’aumento dei finanziamenti è stato registrato in tutto il Paese, in particolare nelle isole, crescita del 36,1% su base trimestrale e 50% su base semestrale e al Centro 32,2%. L’importo totale più alto però si registra nel Nord-Ovest (4,4 miliardi di euro nel trimestre e 8,1 miliardi di euro nel semestre, pari rispettivamente al 25,1% e 36,1% sull’anno scorso).

Nel Nord-Est le erogazioni hanno fatto registrare un 27,3%, mentre nel Sud 29,3%. A livello regionale l’aumento più consistente è stato registrato in Sardegna (37,8%), Sicilia e Umbria (entrambe 35%).

Mercato immobiliare, mutui: tasso fisso e variabile quasi uguali

Mentre il tasso di riferimento BCE, marzo 2016, è stato portato allo 0%. La quotazione di settembre 2016 per il tasso Euribor a 3 mesi è del -0,30%. L’Eurirs (25 anni) ha toccato l’1,12% a febbraio e marzo 2016, per poi scendere ad agosto allo 0,76% e quindi risalire allo 0,81% a settembre 2016. Lo spread medio si aggira intorno all’1,40% per il tasso fisso e all’1,50% per il tasso variabile.

Mercato immobiliare, mutui: tasso fisso o variabile per gli italiani?

L’Osservatorio di MutuiOnline.it di ottobre arriva a sottolineare, ribadendola, l’affezione ormai dilagante degli italiani al tasso fisso. Riportiamo qui il dato rilevato dall’analisi di MutuiOnline.it, che segna il 77,3% delle richieste di mutuo a tasso fisso in questo secondo semestre dell’anno, contro il 65,5% di quello precedente e il 40,9% di soli due anni fa, nel 2014.

Come si può evincere dai dati il tasso fisso costa quasi quanto uno variabile ed è per questa ragione che sempre più famiglie italiane, per una questione di maggiore certezza dell’importo della data a fine mese, lo prediligono.