Indebitamento: quando non pagare un debito diventa un reato?

Sempre più famiglie italiane fanno ricorso all‘indebitamento, ad esempio per potersi permettere dei beni o servizi, e all’acquisto a rate ma talvolta capita di non riuscire più ad adempiere al pagamento. Non poter pagare un debito non è un reato, specie se le condizioni economiche mutano nel tempo per cause esogene non controllabili all’origine della stipulazione del contratto dal debitore. Ma non pagare un debito può divenire reato, ecco quando.

Indebitamento: ecco quando può sfociare nell’insolvenza fraudolenza

Diviene reato se al momento della nascita dell’obbligazione, con l’accordo verbale o con la firma del contratto, vi è l’intenzionalità di fingere di avere la disponibilità economica per poter saldare il conto pur essendo certi del contrario.

In questi casi, infatti, l’aver simulato l’intenzione e la possibilità di pagare il prezzo del bene o del servizio acquistato integra il reato di insolvenza fraudolenta. Questo principio, più volte espresso dalla giurisprudenza, è stato da ultimo ricordato dal Tribunale di Trento che ha condannato una coppia di sposi alla reclusione.

Indebitamento: il caso degli sposi che truffano il creditore

La coppia é stata considerata colpevole di aver organizzato, presso un hotel, il ricevimento delle proprie nozze, nonostante avesero la certezza sin dall’inizio che non si sarebbero mai potuti permettere una tale spesa.

I due a cui non era stata chiesta la caparra dal ristoratore, avevano comunque assicurato, mentendo intenzionalmente, di avere le disponibilità economiche per saldare il conto, salvo poi trovare un’infinità di scuse al momento di dover procedere, a festa conclusa, al saldo.

Indebitamento: come cambiano le cose, dall’inadempimento all’insolvenza fraudolenta

Una cosa è il semplice inadempimento, un’altra è, invece, il fingere di poter adempiere. La differenza sta nel fatto che, nel primo caso, tutto ciò che può fare il creditore è di azionare un giudizio civile per il recupero del credito. I tempi possono essere ridotti se il creditore dispone di una fattura o di una prova scritta del proprio diritto e chiede al tribunale un decreto ingiuntivo.

Invece l’insolvenza fraudolenta è molto simile ad una truffa, in quanto consiste proprio “nell’intenzione – già all’origine – di non adempiere all’obbligazione contratta e nell’attuare condotte volte a nascondere la propria incapacità di far fronte al debito”. In questo caso il creditore ha una seconda e ulteriore arma per difendersi: sporgere querela contro il debitore che lo ha ingannato.

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