Bankitalia: rallenta la stretta creditizia italiana !

Continua ad essere abbastanza evidente il problema della stretta creditizia in atto nel nostro paese. In base agli ultimi dati disponibili, resi noti da Bankitalia, nel mese di luglio i prestiti alle imprese sarebbero calati dello 0,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un dato ancora negativo che mostra però un rallentamento rispetto a quello emerso a giugno, quando il calo era ancora attestato all’1%. Cresce invece il dato relativo ai prestiti concessi alle famiglie, i quali hanno fatto segnare un incoraggiante segno più, anche se limitato allo 0,3%.

Un dato, che conferma e rafforza quello già emerso nel mese precedente, quando la crescita era invece stata fissata allo 0,1% nei confronti di dodici mesi prima.
Ancora in calo invece i prestiti alle società non finanziarie, i quali hanno toccato il -1,1%, migliorando però di mezzo punto rispetto al -1,6% raggiunto nel mese precedente, sempre su base annua.

Lieve frenata anche per la crescita delle sofferenze bancarie, che sempre a luglio sono lievitate del 14,3% contro il 14,7% che era stato registrato a giugno.
Come si può notare, quindi, c’è un lieve miglioramento della situazione del credito in Italia, non tale però da poter far parlare di fine della stretta creditizia, nonostante i proclami spesso trionfalistici dell’Associazione Bancaria Italiana.

Considerato che ormai da mesi il sistema bancario si avvale dei vantaggi del Quantitative Easing, deciso da Mario Draghi con il preciso scopo di indurre le banche europee a fungere da sostegno, non è in effetti un dato brillante.
Non resta quindi che attendere i prossimi mesi per capire se finalmente il credit crunch è destinato a terminare, o se le banche continueranno a disattendere la loro funzione di stimolo all’economia reale.

Sono le stesse associazioni che difendono gli interessi dei consumatori, dal canto loro, a denunciare il fatto che nonostante i proclami di ABI, poco sia cambiato nel nostro Paese dall’inizio dell’ormai celebre bazooka della BCE.