Essere mamma: lavoratrice o a tempo pieno ?

Mamma, una parola che ha un solo significato ma tanti modi per esprimersi. Ci sono tante declinazioni e sfumature dell’essere madre quante le donne che scelgono di avere figli e per ognuna di esse la maternità apre a domande nuove, le interroga sul loro essere donne. Soprattutto oggi, in tempi di indipendenza economica e di desideri di realizzazione, è sempre più facile incontrare donne che non si identificano più nella sola etichetta di mamma.

Mamma lavoratrice o mamma a tempo pieno è ancora per tutte un bivio per cui scegliere e placare l’ansia gestionale e di organizzazione del tempo che richiede la nascita di un figlio. Vediamo dunque più da vicino queste due modalità di viversi la maternità; a tutto tondo o da donna lavoratrice.

La mamma onnipresente

Sono ancora molte le mamme italiane che scelgono di dedicarsi totalmente alla famiglia e le loro ragioni possono essere di vario genere. Da un lato c’è chi desidera risparmiare sui costi degli asili nei primi anni e quindi lo fa più per una questione di convenienza e di buona amministrazione delle spese familiari.

Dall’altro lato c’è chi invece compie questa scelta spinta dal bisogno di non perdersi nemmeno un momento della crescita della sua creatura. È questa una nobile scelta ma anche piena di insidie. Molto spesso infatti è facile dare per scontate tante cose dei propri figli proprio perché si è eccessivamente presenti e ci si dimentica quanto spesso sia più importante offrire del tempo di qualità piuttosto che di quantità.

Altro pericolo è quello di diventare tutto-mamme, onnipresenti, e iperprotettive, con conseguenze negative nella crescita dei figli, che potrebbero poi risentirne durante lo sviluppo. Da tenere dunque sempre bene a mente che anche la mamma a tempo pieno ha il diritto a dedicarsi i suoi spazi e le sue uscite: sarà mantenendosi bella, autonoma e indipendente che sarà anche un’ottima ed equilibrata madre.

La mamma assente

La mamma lavoratrice, al contrario, soffre del complesso dell’assenza, si sente sempre troppo distante dai suoi figli e spesso in colpa, come se non stesse assolvendo al meglio al suo ruolo materno. Non c’è tuttavia nulla di male nello scegliere l’indipendenza economica e la soddisfazione di una carriera a patto che si riesca a conservare intatti quegli spazi così necessari alla crescita dei bambini, spazi che devono essere dedicati totalmente a loro, con una madre disposta all’ascolto, al gioco e all’educazione attiva.

Dal momento che molto spesso tuttavia la stanchezza si fa sentire, molte donne conciliano queste due esigenze con la scelta di un part-time o di un lavoro da free-lance, eseguibile da casa e in grado di offrire comunque la possibilità di lavorare restando presenti negli spazi domestici.

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