Essere mamma: come alimentarsi prima del concepimento

A chi fa bene mangiare bene? Non solo a sé stessi, ma anche ai propri (futuri) figli. Questo è il risultato di uno studio condotto dai ricercatori della Nutrition Research Institute della University of North Carolina e pubblicato sulla rivista Faseb.

Lo studio era volto a studiare l’importanza dell’alimentazione equilibrata della madre prima del concepimento, relativamente alla possibilità di favorire in questo modo la futura salute del bambino.
Mangiare bene e in modo equilibrato prima di concepire il bambino trasmette una genetica intatta alla prole.

L’esperimento, condotto su femmine di topo gravide al quale veniva analizzato il Dna, ha osservato come una dieta squilibrata degli animali abbia contribuito a trasmettere alla prole un Dna chimicamente alterato.

Si tratta di una ricerca molto importante: dimostra come un cattivo stile di vita alimentare possa influenzare i geni dei figli che verranno. Temi di rilievo che anche la Nutrigenomica sta affrontando proprio in questi tempi.

Trasmettere un Dna alterato alla propria prole può significare esporla verso il rischio di sviluppare più facilmente malattie del sistema immunitario, obesità, diabete, perfino cancro: una responsabilità di tutto conto per i futuri genitori.

Secondo il professor Andrea Vania, responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica presso l’Università “La Sapienza” della capitale, la nutrizione può essere paragonabile a tutti gli effetti ad uno stimolo esterno, come l’inquinamento.

Uno stimolo esterno che può avere ripercussioni gravi sull’apparato dei geni del futuro bambino, motivo per cui sia la donna che l’uomo dovrebbero porre attenzione all’alimentazione nel periodo che precede il concepimento.

Cibi consigliati per i futuri genitori sono quelli che contengono una vitamina del gruppo B, l’acido folico: si trova in carne e pesce, uova e legumi.

L’acido folico preserva il futuro bimbo da problemi neurologici, ma sono molti altri i nutrienti da assumere, con equilibrio, per poter garantire al proprio bambino un futuro che non parta già minato dal punto di vista genetico.

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