Manifestazioni e proteste studentesche: occupazioni scuola

Le occupazioni e manifestazioni studentesche possono rappresentare un autentico problema per il sistema scolastico e minare la sua credibilità. Gli alunni devono essere in grado di sviluppare la loro coscienza critica e tali manifestazioni risultano deleterie in questo ambito. Vediamo cosa ne pensa un gruppo formato da 18 presidi della Toscana, pronto a condannare queste iniziative.

Prima di tutto, le occupazioni devono essere prevenute in tempo. Come si può riuscire in questo obiettivo? Innanzitutto, bisogna fare in modo che gli studenti possano esprimere al meglio i propri pareri attraverso delle manifestazioni studentesche pacifiche. Inoltre, ogni istituto dovrebbe essere fornito di un insieme di regole in grado di determinare i valori dei quali bisogna sempre tenere conto.

Per fare le cose al meglio, la scuola e gli alunni dovrebbero accordarsi per la realizzazione di determinati progetti in grado di funzionare per tutto l’anno. Ad esempio, un’ottima idea è rappresentata da iniziative didattiche con carattere culturale, o magari da momenti di discussione culminanti nelle varie assemblee d’istituto.

Tutti questi metodi possono essere benefici per evitare l’occupazione. Inoltre, è necessario non concedere le cosiddette autogestioni, per la loro scarsa utilità e perché rappresentano un preludio all’occupazione vera e propria. Il dialogo dovrebbe coinvolgere alunni, professori e genitori. In particolare, questi ultimi dovrebbero essere sensibilizzati sui danni derivanti dalle occupazioni.

A tutto questo, i presidi vogliono evitare la permanenza non autorizzata in una struttura scolastica, le intrusioni dall’esterno e il danneggiamento di vari elementi situati nell’istituto. Inoltre, le lezioni non dovrebbero essere mai interrotte se non per motivazioni plausibili. I docenti non devono lasciare in secondo piano tali manifestazioni e i loro voti dovranno essere determinati anche dalle insufficienze del primo quadrimestre.

Sono solo alcuni degli elementi descritti dal cosiddetto Gruppo di Firenze per fare in modo che le occupazioni scolastiche e manifestazioni studentesche vengano ridotte al minimo.

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