Untore di Roma: la foto di Valentino Talluto, il serial che ha infettato 32 romane
Valentino Talluto

Valentino Talluto, il cosiddetto untore di Roma, è nato in Sicilia, è stato cresciuto dai nonni e da giovanissimo ha contratto il virus dell’HIV lasciando volontariamente una scia di vittime. Attualmente le donne colpite sono 32 ma la lista si allunga giorno dopo giorno e il ragazzo non vuole proprio prendersi le sue responsabilità.

Valentino Talluto costringeva le sue vittime ad avere rapporti non protetti con lui?

Ricordiamo che Valentino aveva rapporti consensuali con le ragazze ignare del pericolo “Ho sbagliato, ero giovane e incosciente” si difende il romano di Acilia. La dottoressa Adriana Ammassari, l’immunologa dell’Ospedale Spallanzani ha dichiaro che se Valentino accettava la cura anti-retrovirale avrebbe “risparmiato” alcune di loro, cura però iniziata solamente nel 2015 e contestata dallo stesso romano che afferma: “non è vero che non mi sono voluto curare. Il medico che mi ha seguito (dottor Pietro Sette ex responsabile del reparto) all’inizio non mi ha mai detto che erano necessari farmaci “ Ha comunque ribadito che lui era ha conoscenza del contagio tramite rapporto sessuale ma allo scuro della quantità di ragazze contagiate.

Valentino Talluto: come sceglieva le sue “vittime”

Fra le vittime risulta esserci anche una ragazzina di solo 14 anni, il modus operandi è sempre lo stesso: conosce una donna o una ragazzina (l’età non conta), instaura un rapporto di fiducia, le fa innamorare di lui e le convince ad avere rapporti sessuali non protetti e, nel caso in cui vedeva in quella storia un futuro, le metteva in guardia.

La lista delle contagiate risulta essere veramente lunga, si è parlato addirittura di tre cifre, ed è proprio per questo che la notizia deve correre nei social network per permettere alle altre donne di trovare in questa immagine l’uomo con sono state e correre ai ripari… magari non è ancora troppo tardi!

Valentino Talluto: come sai se sei siero positivo?

Facendo il test dell’HIV, che si effettua tramite un semplice prelievo del sangue. In caso di sieropositività, il test rileva la presenza di anticorpi “anti-HIV”, prodotti dall’organismo per contrastare il virus. Solo dopo 3 mesi dal presunto contagio è possibile avere una diagnosi certa. Questo perché gli anticorpi anti-HIV non si formano appena il virus penetra nell’organismo. Esiste il cosiddetto “periodo finestra” durante il quale non è ancora avvenuta la siero conversione, anche se si è stati contagiati e si può contagiare gli altri.

Ricordate che l’amore è bello in tutte le sue forme ma nel 2016 bisogna essere coscienti di ciò che ci circonda e amare il vostro lui o la vostra lei significa anche avere rapporti protetti, il piacere si raggiunge con giudizio. Per questo vi consigliamo di amare il prossimo più di voi stessi.