Giallo di Brescia: Bozzoli era impaurito da mesi

Sebbene le ricerche dell’imprenditore svanito nel nulla ormai quasi un mese fa siano partite immediatamente, alle domande dei giornalisti sulla possibile individuazione di un movente le forze dell’ordine avevano risposto fino a questo momento con un laconico “no comment”.

E’ di ieri giovedì 22 ottobre 2015 però la notizia della conferma, da parte della moglie, della presenza di alcuni elementi, racchiusi in un fascicolo in mano alle autorità, che farebbero davvero presupporre il peggio: Mario Bozzoli, infatti, nell’ultimo periodo era tutt’altro che sereno. La donna, infatti, avrebbe svelato agli inquirenti già al momento della denuncia per scomparsa che all’interno della fonderia della Valtrompia c’erano stati diversi screzi.

A questo quadro, dopo il terribile ritrovamento del corpo di Beppe Ghirardini, addetto al forno della fonderia, nelle ultime ore si è aggiunta la notizia della fumata anomala notata la sera della scomparsa, della quale hanno parlato gli operai della società agli inquirenti: due fattori che rendono l’intera vicenda ancora più inquietante e preoccupante per le stesse sorti dell’imprenditore, considerato ancora più a rischio per la presenza ormai accertata di un possibile movente.

La notizia è nelle pagine di cronaca italiana di tutti i giornali: Mario Bozzoli aveva paura, e, a quanto dice la moglie, parecchia. L’imprenditore scomparso a Marcheno, infatti, sarebbe stato molto preoccupato sia per sè che per i propri figli proprio a causa delle fortissime tensioni familiari che viveva all’interno della fonderia di cui era proprietario insieme al fratello.

Ai rapporti tesi tra l’imprenditore e la famiglia del fratello, la cui causa sarebbero gli interessi economici che ruotano sulla ditta, si sarebbe aggiunto negli ultimi mesi il sospetto che i nipoti trafugassero materiali dalla fonderia per trasferirli nella loro nuova azienda aperta a pochi chilometri di distanza.

I possibili moventi, quindi, potrebbero essere addirittura più di uno, e proprio in questi giorni gli inquirenti stanno cercando di capire se la morte dell’operaio Ghirardini, uno dei più legati a Bozzoli, con il quale era in ottimi rapporti da anni, sia accidentale oppure no, e se possa essere riconducibile alla scomparsa del titolare della fonderia.

La vicenda è diventata ancora più drammatica con la notizia apparsa sui giornali: gli operai, infatti, hanno raccontato agli inquirenti di aver dovuto riavviare, proprio nelle ore cruciali della sera dell’8 ottobre scorso, tutto il sistema di fusione della fabbrica a causa di una fumata anomala proveniente da uno dei forni. Negli impianti siderurgici, questa sorta di sbuffo, a quanto confermato da un ingegnere del ramo interpellato in merito dal quotidiano La Repubblica, avviene quando nel forno è presente del materiale composto in parte da liquidi. E il corpo umano è acqua per il suo 70 per cento.

Non è quindi un caso che in questa brutta storia si cominci davvero a temere il peggio anche per Bozzoli, oltre che per il povero addetto al forno ritrovato cadavere pochi giorni fa in alta montagna. Intanto, si continua ad indagare, con la speranza che si venga presto a capo di questo inquietante fatto di cronaca, e che l’imprenditore, a dispetto della sua grande paura, venga ritrovato in vita.