Siete stanchi delle continue liti con i vicini di casa che si lamentano di qualsiasi cosa facciate? Beh, una soluzione possibile c’è, e non è detto che dobbiate per forza ritirarvi in una vita da eremiti.

Da qualche anno, infatti, esiste un nuovo modo di vivere il vicinato, molto più costruttivo e civile.
Il co-housing si basa infatti sul presupposto che tutti, all’interno del condominio, possono essere utili agli altri, e ne sfrutta le potenzialità. Si viene quindi a formare una comunità dove tutti concorrono ad aiutare il prossimo come possono.

Cos’è il co-housing

Quando si parla di co-housing, sarebbe davvero riduttivo parlare di vicini di casa, infatti le persone che scelgono questo nuovo stile di vita decidono di far parte di una vera e propria comunità, dove ognuno mette il proprio sapere e le proprie capacità a disposizione del prossimo, nel massimo della cooperazione.
Solitamente, gli insediamenti di co-housing sono composti di 20-40 unità residenziali, ed ogni unità abitativa viene realizzata per venire incontro alla tipologia di nucleo familiare che la abiterà (single, giovani coppie, famiglie numerose, etc.).
Nel progetto del co-housing sono parte integrante del progetto gli spazi comuni, che possono essere frequentati da tutti i vari abitanti, senza alcuna limitazione. I più diffusi sono solitamente i parchi gioco per i bambini, le ampie sale dove poter organizzare feste al chiuso, la piscina, orti, palestre, rimesse per gli attrezzi, etc.
La condivisione è un fattore centrale, e non solo per quanto riguarda gli ambienti, ma anche per quanto riguarda i vari attrezzi e strumenti di lavoro. Le comunità più affiatate riescono a creare anche un sistema di bike e car sharing, allo scopo di condividere ogni aspetto della vita quotidiana.

I benefici

Il co-housing nasce da un’esigenza sentita da molte persone, che si sono ritrovate in un condominio dove le liti per futili motivi erano all’ordine del giorno. I benefici che ne derivano sono davvero molti: sapere di poter sempre contare sui propri vicini di casa aiuta a vivere meglio la quotidianità e ad essere meno stressati. Un qualsiasi imprevisto può infatti essere tranquillamente risolto chiedendo aiuto alla propria comunità. Ma limitare i benefici a questo sarebbe veramente riduttivo, perché il co-housing è molto di più. Molte persone che in questi ultimi anni hanno scelto di adottare questo nuovo stile di vita, si trovano d’accordo ad affermare che il co-housing è un primo passo verso una vita più serena e umana.

Agli occhi dei più scettici, il co-housing potrebbe quasi sembrare un’utopia, ma le persone che hanno fatto questa scelta non sono mai tornate indietro. Certo è che non tutti possono permettersi di cambiare casa in questo modo, ma tutti volendo possono approcciarsi ad una vita condominiale più coinvolta e collaborativa. A volte basta davvero poco per migliorare i rapporti con il vicino di casa, tollerando un po’ di più le abitudini dell’altro. In un condominio tradizionale, la differenza potrebbero farla gli amministratori di condominio, delle figure professionali complesse che cercano continuamente di risolvere in modo pacifico piccoli e grandi screzi tra condomini. Ma quali sono i requisiti di un amministratore di condominio? Quali sono i suoi compiti all’interno di un ambiente condominiale condiviso come quello del co-housing? Se volete conoscere i dettagli inerenti al ruolo dell’amministratore di condominio, date uno sguardo alla pagina di un sito dedicato al ruolo di amministratore di condominio.
Sotto la guida di questa figura professionale preposta alla gestione di faccende condominiali di varia natura, potreste provare a mettere su una piccola comunità autosufficiente: ne guadagnerebbero proprio tutti!

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