Casa: come convocare una corretta assemblea condominiale

L’ultima sentenza della Cassazione (n.8825 del 1015) ha stabilito che ad essere convocati all’assemblea devono essere i proprietari dell’immobile. Ci sono alcuni casi limite che possono essere oggetto di erronea interpretazione se non si conosce la legge. Per esempio cosa fare nel caso di due coniugi oppure come comportarsi se c’è una comproprietà di una unità immobiliare? Oppure come procedere quando la casa ha due comproprietari separati o divorziati?

Quando lo stabile è intestato ad un solo coniuge è necessario che venga convocato lui all’assemblea e che si rechi egli stesso alla riunione. Qualora non fosse possibile è necessaria una delega scritta da allegare al verbale e da dare all’amministratore.

Nel caso in cui i coniugi abbiano firmato, durante il matrimonio, per la comunione legale dei beni è necessario che l’avviso di convocazione dell’assemblea venga pervenuto ad uno di essi. Può essere individuato solo un rappresentante per l’assemblea.

Nel caso in cui ci siano comproprietari divorziati o separati che hanno però ancora in comune l’immobile è necessario che prima dell’assemblea essi decidano chi di loro parteciperà e prenderà le decisioni e lo comunichino all’amministratore di condominio.

Ci possono essere casi in cui però i coniugi separati o divorziati non riescano a decidere serenamente chi prenderà parte alla riunione. Sarà allora compito dell’autorità giudiziaria sciogliere il dubbio.

Ma chi ha il potere di convocare un’assemblea? Solitamente è l’amministratore di condominio a fissare la riunione, ma essa può essere richiesta anche da almeno due condomini che rappresentano almeno 1/6 dell’edificio.

E’ possibile che in casi estremi l’assemblea può essere convocata dal condomino: quando l’amministratore decede o quando quest’ultimo è decaduto dal suo incarico.

Gli avvisi di convocazione dell’assemblea, che devono specificare data, orario, luogo e i punti di discussione all’ordine del giorno, devono pervenire prima di cinque giorni dalla data di quest’ultima.

Seguendo queste semplici regole si potrà essere sicuri di non incorrere in annullamenti o in sanzioni successive.

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