Assicurazioni: tutte le novità sugli attestati di rischio

Novità nel campo delle assicurazioni per gli automobilisti italiani. Dallo scorso 1° luglio gli attestati di rischio in forma cartacea scompaiono e per stipulare una nuova polizza le compagnie assicurative dovranno solo controllare l’attestato di rischio che si trova conservato in una banca dati. Nella banca dati saranno presenti tutte le informazioni storiche sui veicoli assicurati.

Stop agli attestati di rischio in forma cartacea ed all’obbligatorietà per gli automobilisti di consegnarli alla compagnia assicurativa per stipulare una nuova polizza.

E’ quanto deriva dall’attuazione di un provvedimento Ivass del 19 giugno scorso che regolamenta la gestione degli attestati di rischio, che dal 1° luglio sono presenti in una banca dati controllata dalla stessa Ivass.

A questa banca dati potranno accedere tutte le compagnie assicurative al momento in cui un cliente chiede di stipulare una nuova polizza.

A detenere e gestire la banca dati, peraltro già esistente in precedenza, sarà l’Ania, che agirà in base ad una convenzione stipulata con l’Ivass, che stabilisce anche sia i tempi che le modalità d’uso.

Ogni volta che si emettono degli attestasti di rischio, le imprese assicurative provvedono a trasmetterli alla banca dati tramite un flusso informatico. Questi attestati dovranno contenere tutte le informazioni previste dalla normativa in vigore.Successivamente queste informazioni saranno organizzate dalla banca dati, in 3 tipi record diversi tra di loro ma collegati tramite alcuni “campi chiave”.

Questi consentono sia l’identificazione del veicolo assicurato che la scadenza del contratto di assicurazione ed inoltre il nome dell’intestatario della polizza assicurativa. In questo modo si riesce ad evitare di immettere nel sistema delle doppie posizioni assicurative e si permette di identificare ogni attestato in modo univoco.

Il primo record è quello relativo ai dati generali e comprende, come dice la parola stessa, informazioni generali della polizza, i dati dell’intestatario della stessa e un documento denominato “pagellino sinistrosità pregressa”.

Questo documento, formato di due parti distinte, una per ogni tipologia di “sinistro”, separando quindi quelli pagati con responsabilità “principale” da quelli pagati con “responsabilità paritaria”.

Una novità che dovrebbe risparmiare noie agli automobilisti e permettere alle compagnie di avere sotto controllo tutti i movimenti.

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